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31 Dicembre 2015 alle 6:12

Ok chi nn ha cam può entrare…ma vi rendete conto dell’assurdità?

Ognuno di noi è libero di mantenere la propria privacy senza discriminazioni di sorta…ognuno di noi è libero di accendere o meno la cam e il microfono ma di certo nn deve diventare un obbligo…

 
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”CENTER”>Il diritto alla privacy, elaborato dalla dottrina statunitense alla fine dell’Ottocento, nel corso di più di un secolo ha mostrato una natura multiforme, poliedrica, capace di modellarsi in relazione all’evoluzione dei costumi ed al frenetico progresso tecnologico.</p>
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”JUSTIFY”>Il c.d. “right to be let alone”, così come definito dal giudice americano Cooley, grazie anche alla originale giurisprudenza nord-americana, è divenuto “one theme that pervades the entire constitutional structure”, non solo negli Stati Uniti d’America, ma in tutti i Paesi con un regime democratico.</p>
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”JUSTIFY”>Essenziale, in tale processo di affermazione della privacy come diritto fondamentale, è stato il ruolo delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani: ricordiamo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, del 1948 (art.12), la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, del 1950 (art.8), la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo in relazione ai mezzi di comunicazione di massa, del 1970 (art.1).</p>
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”JUSTIFY”>E’ bene sottolineare come, sotto la spinta delle innovazioni tecnologiche, alla concezione di “privacy intimacy” che si riscontra nei documenti prima citati, si sia presto affiancata la nozione di “informational privacy”, quale diritto dell’individuo di limitare e controllare la raccolta la registrazione e l’utilizzazione (soprattutto da parte di terzi) dei dati a carattere personale. E in tal senso si sono orientati l’Unione Europea (Direttiva 95/46), il Consiglio d’Europa (Convenzione Dati – 1981) e i singoli Stati, questi ultimi per lo più in attuazione degli impegni transnazionali.</p>
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”JUSTIFY”></p>
<p style=”box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 10px; color: #222222; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;” align=”JUSTIFY”>Pensateci prima di cacciare la gente…</p>